lunedì 16 gennaio 2012

Condividere per dividere? No, per vivere…. MEGLIO!!!


Ovvero perché la Condivisione fa bene a cuore, professione e portafoglio.
Cosa c’è di peccaminoso e sconveniente nel dividere qualcosa? Nulla se non quello di perdere “potenzialmente” la parte che si dona per “guadagnare” riconoscimento ed aiuto in caso di bisogno. E’ il semplice concetto della “reciprocità” che era il cavallo di battaglia di un mio ex partner della formazione: io ti do una cosa a te e tu mi renderai il favore.  Eppure c’è ancora qualcuno che vede del male nella condivisione del business immobiliare come se fosse un occasione buona solo per aiutare gli incapaci e deboli agenti immobiliari della concorrenza creando una perdita al proprio business.
“Condividere per essere costretti a dividere”, è questo il senso lato del motto che da qualche tempo gira nell’aria. Mi permetto però da queste pagine di dissentire e vorrei spiegarne brevemente le ragioni:
-Siamo in un mercato in crisi? Si
-Ci sono poche compravendite? Si, sono molto diminuite.
-Per caso è colpa della crisi finanziaria? Sicuramente la crisi non aiuta perché crea difficoltà di accesso al credito.
-Oggi è più importante il Venditore o l’acquirente profilato? Sicuramente un acquirente ben profilato è paragonabile ad un assegno circolare che cammina.
-Sono aumentate le case immesse sul mercato? Certamente si, sopratutto da coloro che vogliono capitalizzare gli investimenti.
-Tende a vendere casa chi ha già un mutuo cercando la permuta? Sicuramente è molto, molto, molto riflessivo perché non certo del realizzo né di un nuovo accesso al credito simile al precedente.
-Si sono allungati i tempi di vendita medi sui tagli più richiesti? Certamente si sono diluiti in molti mesi e più.

Riepilogando brevemente: se è vero che non ci sono soldi perché le banche non erogano, gli acquirenti sono diminuiti ed i tempi si sono allungati, su cosa possiamo agire per favorire il mercato?
Sulla velocità, ovvero la nostra capacità di far incontrare domanda ed offerta!
Una casa posta in vendita ad un prezzo equo e sostenibile dai potenziali acquirenti si vende in tempi decisamente più brevi. Un immobile leggermente più alto di prezzo ha bisogno di un maggior numero di acquirenti potenziali (da non confondere con le semplici richieste, vera melma fangosa presente nelle banche dati delle agenzie) dove pescare il soggetto che possa apprezzarne le singole caratteristiche (ogni immobile fa storia a sè).
Dove li trovo gli acquirenti potenziali?
In tre categorie:
a)    Dai portali (o da pubblicità e advertising, cartellonistica, marketing in genere)
b)    dalla Ricerca (passaparola e referenze)
c)    Dai colleghi
Se utilizzando i soli Portali & c. abbiamo come risultante tempi medi di vendita che rasentano gli 8-9 mesi e tenuto conto che mediamente la raccolta di Richieste davvero profilate (fai meno di 15 domande? non è profilata) non è nelle abiudini operative delle Agenzie, sarà forse il caso di provare a condividere il business?   Certamente il trovare........
                                Continua.......                                             Luca Gramaccioni
Posta un commento