giovedì 18 novembre 2010

La "ripresina" di Mario Breglia

Quando una persona di sicuro riferimento come il Presidente di Scenari Immobiliari concede una intervista, è sempre meglio assorbirla un pò per ragionarci su. In queste risposte di qualche giorno orsono traspare però una cauta fiducia ed un ponderato ottimismo da parte di chi, per professione, incrocia continuamente i dati macroeconomici con quelli del territorio per avere indicazioni previsionali il più corrette possibili su un mercato influenzato da numerosissime variabili.
Si può par­lare di ripresa? E se così è, in che ter­mini?  Ripresa è un po’ troppo. Pos­si­amo par­lare di ripresina. La parte più dif­fi­cile di questa crisi direi che è pas­sata. Com­in­ci­amo ad affac­cia­rci in una fase più ser­ena, dove al segno meno pos­si­amo sos­ti­tuire uno zero. È in atto un’inversione di ten­denza, lenta ma c’è. Sia per quanto riguarda gli indi­ca­tori dei prezzi sia per quanto con­cerne il numero delle com­praven­dite. Per avere una ripresa più decisa e più forte bisogna capire cosa suc­ced­erà da un punto di vista eco­nom­ico nel 2011.
Qual è la tipolo­gia abi­ta­tiva con mag­giore pos­si­bil­ità di suc­cesso, in questo peri­odo?  Stanno andando bene i due estremi. Da un lato, i mono e bilo­cali che costano meno. Mag­ari in zone cen­trali e pres­ti­giose, ma pro­prio per­ché più care, la scelta va ad appar­ta­menti di metratura più bassa. Dall’altro, vanno bene gli immo­bili di qual­ità, da un mil­ione di euro. Il mer­cato più alto sta andando molto bene. Gra­zie anche ai cap­i­tali rien­trati gra­zie allo scudo fiscale.
Il mat­tone è ancora un inves­ti­mento amato dagli ital­iani?   Sicu­ra­mente in questi ultimi mesi ha ripreso quota. L’incertezza degli altri inves­ti­menti, il fatto che ren­dono poco, sono tutti fat­tori che spin­gono gli ital­iani a riv­ol­gersi nuo­va­mente al mat­tone. È stato definito in modo spir­i­toso un mer­cato di mamme che com­prano casa ai figli per met­tere i loro risparmi al sicuro. Si tratta di un com­por­ta­mento abbas­tanza tipico, visto il quadro gen­erale di incertezza.
Pre­vi­sioni per il 2011?   Siamo con­dizionati da quello che accadrà nell’economia. Se con­sid­e­ri­amo l’andamento interno del mer­cato pos­si­amo dire che è abbas­tanza buono e che le cose vanno meglio. Nat­u­ral­mente, un peg­gio­ra­mento della crisi eco­nom­ica a liv­ello nazionale e mon­di­ale non aiuterebbe. In un clima gen­erale di incertezza le famiglie ital­iane ten­gono i soldi fermi e stanno a guardare. Gli ultimi dati par­lano di una liq­uid­ità delle famiglie pari a mille mil­iardi di euro in attesa di essere investiti. La Borsa è con­sid­er­ata in questo momento troppo ris­chiosa e quindi viene per lo più scar­tata come ipotesi di inves­ti­mento. Allora si ricorre ai pronti con­troter­mine o ai Bot anche se il loro rendi­mento è min­i­male. Sicu­ra­mente l’aspettativa di inflazione è un ele­mento favorev­ole per lo sposta­mento degli inves­ti­menti verso il mer­cato immo­bil­iare. C’è da dire che in questo peri­odo rive­di­amo le nos­tre pre­vi­sioni ogni tre mesi. Il panorama è così flu­ido e flut­tuante che dob­bi­amo osser­varlo in tempi sem­pre più ravvicinati.
E gli inves­ti­menti immo­bil­iari all’estero hanno ripreso quota?   Dopo sei anni con­sec­u­tivi di crescita, il primo semes­tre 2010 si è chiuso con una fles­sione degli acquisti di immo­bili all’estero da parte delle famiglie ital­iane. Si sti­mano 12.800 immo­bili com­prati, che rap­p­re­sen­tano un calo dell’11,7% rispetto ai primi sei mesi del 2009. A deter­minare il calo, la ripresa del dol­laro sull’euro e l’incertezza del clima eco­nom­ico com­p­lessivo. Calo in par­ti­co­lare ver­i­fi­catosi negli Stati Uniti, men­tre in Europa una crescita, sep­pur lieve, in Fran­cia, Spagna e Gran Bre­tagna. Sta­bile la Svizzera, scom­parsi gli acquisti in Europa Est e Gre­cia.Crol­lato l’interesse per il Dubai. La sec­onda parte dell’anno dovrebbe seg­nare una parziale ripresa, anche per­ché i tempi di trat­ta­tiva si sono allun­gati e alcuni inves­ti­menti pro­gram­mati dovreb­bero essere stati effet­ti­va­mente real­iz­zati dopo l’estate. Il dol­laro intanto è di nuovo sceso e questo è un altro fat­tore positivo.
....più globale di così.....
fonte: attico.it                                                                                                              Salvo Fratini
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