lunedì 26 marzo 2012

Sembra che si muova più di......

Non è mai successo che io pubblicassi una delle email che mi giungono dopo i miei corsi e seminari, ma oggi voglio fare un’eccezione perché credo che questa contenga quegli elementi che chiunque si occupi di Real Estate dovrebbe possedere. Auguro a chiunque una così chiara lucidità professionale, a prescindere dalla propria esperienza, perché chi sa cosa vuole prima o poi…..
Buongiorno Luca,
sono Claudia B. dell’Agenzia Studio x s.r.l., ti scrivo a distanza di una decina di giorni dalla giornata di formazione svolta con te. E’ un tempo breve per tirare già le somme, ma sufficiente per raccontarti come sta andando. Non è una passeggiata. Mi sono accorta che ancor prima di mettere in pratica quanto detto, ho dovuto, e devo, ogni giorno, far cadere ogni chiusura mentale. Lavoro già da qualche anno; è poco a confronto di quanto spero di fare questo lavoro ma abbastanza per poter dire che mi ci sento a mio agio, che ne conosco i fondamenti e ne conosco “la tecnica”, o metodo professionale.
Eppure sono ancora forse ad un quarto del percorso: da un lato per la conoscenza del mio lavoro, che a volte, senza accorgersi, ci porta ad eseguirlo in modo automatico, dall’altro, perché il limite non c’è, non c’è mai, fino all’eccellenza. Siamo innanzitutto essere umani e spesso la sfida più difficile è affrontare se stessi, le proprie insicurezze, i propri imbarazzi, i momenti no e quelli in cui ti chiedi realmente per cosa ti stai alzando la mattina. Poi ci sono solo alcuni punti fermi che ti danno l’energia enorme che ti permette di affrontare con coraggio ogni sfida: uno di questi è capire che cosa vuoi da te stessa, prima ancora che dagli altri,siano questi il tuo compagno o la tua famiglia. Ho scelto di fare questo lavoro dopo un mese dalla laurea, mi sono trasferita per essere il più vicina possibile all’ufficio e quando torno a casa non ho mai, o quasi il pensiero “oh finalmente ho staccato”. Non perché non ne senta la stanchezza,la fatica, la mancanza di lucidità mentale, ma perché ho scelto di farlo e perché voglio che mi porti da qualche parte, non in capo al mondo, ma a raggiungere la mia soddisfazione. Ho provato lo script, tante volte, e tante altre volte dovrò provarlo affinché mi risulti naturale, affinché mi venga spontaneo e io non abbia più bisogno di leggerlo. Ho scoperto qualcosa di talmente semplice, e quasi incredibile per la sua semplicità: la gente è disposta a parlarti quando si accorge che lo stai facendo per il suo interesse. E quando, all’inizio, ti ho parlato di pregiudizi mentali, mi riferivo al fatto che a volte, non chiedi perché pensi che non ti rispondano. Oppure chiedi e ti preoccupi di ciò che devi chiedere subito dopo e quindi non ascolti, oppure ascolti e non cogli l’assist fornito. Ho imparato soprattutto nell’ultimo anno a controllare molto il mio lavoro, in termini qualitativi e quantitativi, Allo stesso modo ho controllato i miei risultati, l’efficacia dei miei appuntamenti, lo sforzo e il tempo impiegato. Sono quindi qui a dirti che oggi ho tanti ulteriori elementi in più per verificarli giorno per giorno. Mi ci sento davvero nella posizione perfetta per condizionare l’ambiente di lavoro. Per decidere qual è il mio obiettivo, o quali sono i tanti obiettivi che avrò intenzione di prefiggermi. D’altronde, noi vendiamo case, non facciamo niente di diverso. E se vendiamo, è perché qualcuno compra. E al giorno d’oggi, quando non si fa che parlare di crisi, di inaccessibilità al credito, di difficoltà, come non indirizzare l’attenzione proprio su questo? Non è accettabile proporsi in questo lavoro senza conoscerne la base: chi può comprare ciò che vendo? Dopo il corso ho gli strumenti adatti per esplorare ogni singolo possibile cliente e questo ti fa sentire professionale e capace: né un numero, né poco incisiva. E nessuno ti ci fa sentire. Né le paturnie del capo, né un ruolo ancora marginale. E’ senz’altro impegnativo, non avrò piena padronanza di miei mezzi già domani, devo ancora abituarmi a guardarmi allo specchio e saper ascoltare ogni dettaglio per agganciare la domanda maggiormente produttiva da porre. Ma d’altronde non credo che né tu, né nessun altro professionista abbia lavorato e investito poco su stesso e non continui a farlo. 
Il lavoro lo puoi vedere come quell'impegno settimanale che ti fa portare a casa lo stipendio. E lo puoi,invece, vedere come la tua occasione, per costruire qualcosa di cui essere soddisfatta, che ti fa alzare la mattina consapevole che sei viva. E l'incontrare grandi professionisti, semplici ma costanti, appassionati e con gli occhi brillanti, ti conferma quanto sia importante non mollare, ma fermarsi e affrontare, passo a passo, le difficoltà. Hai ragione: il primo passo è la consapevolezza. Ed in questo ci hai aiutate, tanto o, almeno, mi hai aiutata davvero. Poi, arriva il secondo passo, la reattività perché  non si muove niente se non lo fai muovere tu. E cacchio, quasi ti sembra che si muova più di quanto tu non avessi intenzione di muovere!  Sono serena. Ho una motivazione in più. Sono curiosa, e impaziente per il nuovo seminario ed ho meno sonno dal’ultimo, perché chiedo di più a me stessa. Perché ho davvero voglia di alzarmi e fare di più.
Ti ringrazio ed auguro buon lavoro e a presto.      Claudia B.

Buone vendite a tutti                                   Luca Gramaccioni
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