lunedì 18 ottobre 2010

Caro Agente Immobiliare: scegliti la vita che vuoi, tanto lo stai facendo comunque !!!

Una volta un tale trovò un uovo d’aquila  e lo mise nel nido di una chioccia. L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini. Per tutta la vita l’aquila fece quello che facevano i polli del cortile,pensando di essere uno di loro. frugava il terreno in cerca di vermi ed insetti,chiocciava e schiamazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche centimetro. Trascorsero gli anni e l’aquila divenne vecchia. Un giorno vide sopra di sé nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate.  La vecchia aquila alzò lo sguardo piena di stupore “ chi è quello?” chiese. “E’ l’aquila il re degli uccelli” rispose il suo vicino “appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli”.  E fu così che l’aquila visse e morì come un pollo poiché pensava di essere tale.  Anche noi commettiamo un errore analogo all’aquila-pollo, che vedendo volteggiare un’aquila-aquila pensa che sia il destino ad averla fatto nascere “re degli uccelli”.  Ma il destino ce lo costruiamo da soli con le nostre azioni e pensieri: in ognuno di noi esiste un enorme potenziale che, talvolta,  l'ambiente circostante o le nostre scelte annichiliscono fino a farlo sparire. Bisogna trovare la forza di farlo riemergere, sopratutto nei momenti di difficoltà.
Per vivere da pollo basta pensare di esserlo davvero.....
Buone vendite a tutti  
                                                                                      Luca Gramaccioni
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giovedì 14 ottobre 2010

AGENTI IMMOBILIARI E MEDIATORI CREDITIZI: SUGGERIMENTI QUA E LA -1

Parte oggi una serie di brevi appuntamenti basati su appunti – idee – spunti – dogmi – consigli da poter applicare quotidianamente nella vita e nel lavoro.
1.  Utilizziamo le nostre ore di maggiore efficienza (sono diverse da persona a persona)  per svolgere gli impegni più necessari   che di solito non sono più di un paio al giorno. Sono le cose sia urgenti che  importanti e che non si possono rimandare nemmeno al  giorno dopo. La parola d’ordine è:   “MÒ !”  (trad. Adesso!) JJJJ
2.  Facciamo delle pause evitando di lavorare troppe ore di fila ed evitiamo di lavorare troppe ore per non affaticarci e dare così il via a dello stress negativo : se proprio non ci riusciamo utilizziamo 3-4 pause al giorno per leggere libri di motivazione o di pensiero positivo.
3.  Accertiamoci spesso se ciò che stiamo facendo è congruente con i nostri obiettivi: troppo spesso il nostro agire va da un’altra parte
4.  Puntiamo all’essenziale: cosa mi è veramente utile oggi per fare bene o meglio il mio lavoro? Eliminiamo ciò che è inutile oppure mettiamolo da parte per evitare distrazioni che ci portano lontano dall’essere bravi ed efficienti.
5.  Qualsiasi sia l’impegno che ci aspetta Cerchiamo di pianificare con largo anticipo i nostri viaggi e/o spostamenti siano essi di lavoro che di svago, anche perché solitamente si fa l’errore di “spezzare” l’attività con un qualcosa che, grazie all’improvvisazione, ha la capacità di mandare all’aria i nostri piani di lavoro.


Buone vendite a tutti                                                                                            Luca Gramaccioni

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lunedì 11 ottobre 2010

Mutui. Strumento utile per i mediatori creditizi: scenari e calcolo rata mutuo

Ecco uno strumento utile fatto da un'ingegnere indipendente di nome Daniele Mazzini scovato su internet. Magari qualcuno già lo conosce e lo usa ma credo che "it's never too late",  non sia mai troppo tardi per diffondere cose utili agli operatori del settore. Se avete un palmare o un netbook potete utilizzarlo mentre svolgete l'appuntamento di consulenza per chiarire aspetti che a voce sono difficoltosi da spiegare con chiarezza e su carta non rendono l'idea.

Sicuramente interessante ed innovativo anche per i semplici utenti bancari o gli agenti immobiliari che, senza entrare in troppi dettagli, vogliono disegnare lo scenario futuro della famiglia. C'è da dire in verità che molte aziende con portali web si stanno organizzando in tal senso e che in futuro questi strumenti saranno di utilizzo comune.
Per utilizzarlo http://www.calcolorata.org/ 
Angela Parrini


giovedì 7 ottobre 2010

La “prima casa” si estende ad una sola pertinenza

La cessione della seconda pertinenza di un immobile abitativo oggetto di agevolazione prima casa sconta l’IVA con aliquota al 10%: la pertinenza acquista per attrazione la natura di immobile abitativo ma, data la normativa sulla prima casa, che consente di agevolare una sola pertinenza per ciascuna categoria catastale tra C2, C6 e C7, alla cessione della seconda pertinenza non può applicarsi l’aliquota del 4%.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 94/E/2010, che illustra il corretto trattamento fiscale da riservare, ai fini IVA, alla cessione della seconda pertinenza di un immobile abitativo, oggetto di agevolazione prima casa, al cui servizio è già posto un altro immobile della medesima categoria catastale (nella specie, si tratta di autorimesse – categoria catastale C6).
La pertinenza acquista per attrazione la natura di immobile abitativo ma – data la normativa sulla prima casa, che consente di agevolare una sola pertinenza per ciascuna categoria catastale tra C2 (magazzini e locali di deposito), C6 (autorimesse, stalle, scuderie) e C7 (tettoie chiuse o aperte) – alla cessione della seconda pertinenza non può applicarsi l’aliquota del 4%.
La seconda pertinenza, pertanto, deve essere trattata come un fabbricato abitativo diverso dalla prima casa e la relativa cessione in regime di imponibilità IVA comporta l’applicazione dell’aliquota agevolata del 10%.
Avv. Massimo Chimienti
http://www.studioavvocatichimienti.com

giovedì 30 settembre 2010

Mutui: cresce l'indebitamento delle famiglie

Eccovi un'interessate spunto di riflessione tratto da un articolo di Pierpaolo Molinengo di newsPage:
"....i risultati messi sul tavolo dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha messo in contrapposizione i dati ABI sull'indebitamento delle famiglie e li ha messi in confronto con i dati Istat sull'andamento demografico, permettono di mettere in evidenza un fatto abbastanza eclatante. L'indebitamento totale (mutui + credito al consumo) dal 2002 al 2009 è passato da 146 miliardi di Euro a 360 miliardi di Euro, con un aumento complessivo del 146% (nel dettaglio per i mutui +152% e per il credito al consumo +133%). Nel 2010, sempre secondo i dati ABI relativi al I trimestre 2010, registriamo, come accennato, un evento clamoroso: e cioè la consistenza dei mutui continua a crescere, attestandosi a 252 miliardi di Euro, mentre, per la prima volta, la consistenza del credito al consumo scende a 110 miliardi, rispetto ai precedenti 113 miliardi di fine 2009. Un andamento coerente con il forte rallentamento che si era già registrato nel settore del credito al consumo nel corso dello scorso anno (nelle erogazioni per acquisti rateali -11% nel 2009 e -5% nel 2010). Tutto ciò dimostra una situazione veramente drammatica: già di per sé, infatti, è grave quando le famiglie sono costrette a ricorrere all'indebitamento per i consumi, ma diventa allarmante quando le famiglie non sono neanche più in grado di indebitarsi, indice questo di una forte caduta della fiducia nelle prospettive del Paese. Questo è testimoniato anche dalla fortissima caduta dei consumi (che secondo i dati dell'Osservatorio Federconsumatori, nel 2010, si attesterà intorno al -2%) e del potere di acquisto (che dal 2007 ha conosciuto un crollo del -9,6%)......."
Premesso che ogni analisi macro-economica è comunque interpretabile, a voi i commenti e le riflessioni del caso....

Angela Parrini

martedì 28 settembre 2010

La nostra paura più grande....

Eccovi uno dei brani più usati  nelle aule di formazione tratto dal film "Coach Carter".  La scena è basata su un brano della scrittrice Marianne Williamson che Nelson Mandela ha usato nel suo discorso di insediamento da presidente del Sud Africa (per l'esattezza, il brano si trova in "Return to Love" libro scritto dalla Williamson nel 1992 ).
Quando vi rendete conto che le vostre aspettative per un traguardo o un progetto sono diminuite, quando la paura ed il timore di non farcela diventano pressanti, ricordate il senso di queste parole ed abbiate fede nelle vostre possibilità.
 
La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati, la nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura. È la nostra luce, non la nostra oscurità che più ci spaventa.
Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo, non c'è nulla di illuminante nel rinchiudersi in sè stessi così che le persone intorno a noi si sentiranno insicure.
Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c'è dentro di noi: non è solo in alcuni di noi è in tutti noi.
Se noi lasciamo la nostra luce splendere, inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso. Appena ci liberiamo dalla nostra paura la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Buone vendite a tutti                                                                                            Luca Gramaccioni

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venerdì 24 settembre 2010

Gli investitori tornano sugli immobili


I dubbi e le incertezze che avevano contrassegnato lo scorso anno stanno lentamente lasciando spazio al popolo degli investitori che hanno fatto riprendere la corsa al settore, manifestando di nuovo volonta’ di acquisto ed investimento, convinzione certificata dai dati  degli scorsi giorni. Certo, bisognera’ aspettare ancora un po’ prima che il settore immobiliare recuperi le perdite fatte registrare negli ultimi anni, dal momento che era dal 2007 che le compravendite non facevano registrare un dato positivo che supera il 2%. Fatto sta che  comprare casa resta un obiettivo indissolubile della famiglia italiana. Basta pensare che la quota di popolazione che possiede un immobile e’ tra le piu’ alte del mondo: oltre il 73%. Cosi’ dopo il timore di una bolla immobiliare e visti i deludenti guadagni degli investimenti borsistici, gli investitori tornano sui propri passi. Una rinnovata volonta’ di acquisto che, va comunque detto, e’ certamente accompagnata dai risvolti positivi di questa crisi: il costo del denaro in Europa e’ ancorato dal 7 maggio del 2009 al minimo record dell’1%. I tassi di interesse, spiega Jean Claude Trichet presidente della BCE, restano ancorati all’attuale stato macroeconomico dell'europa segnato ancora da grande incertezza.  Con gli analisti delle principali banche europee che prevedono la prima stretta monetaria all’1,25% solo dopo il quarto trimestre del 2011 o, al piu’ presto, la fine del terzo trimestre. Notizie positive per chi e’ alle prese con le rate del muto sia a tasso variabile che fisso, dal momento che Euribor ed Eurirs  sono ai minimi. In particolare, dopo un inizio di estate 2010 in cui l’Euribor aveva avuto un lieve ma costante aumento (salito dallo 0,70% allo 0,90% tra il giugno e luglio), in questi giorni il tasso a tre mesi e’ fermo allo 0,88%, mentre l’Irs e’ abbondantemente sotto il 3%, un minimo mai raggiunto. Sommando, infatti, l’Irs agli spread apoplicati dalle banche si ottengono oggi mutui a lungo termine  a  tasso fisso sotto quota 5%  Un’occasione unica per fissare una volta per tutte la rata mensile da pagare durante tutta la durata del mutuo. Per gli esperti e’, quindi, il momento ideale per mettersi alla ricerca degli acquisti migliori. Inoltre, per le condizioni attuali del mercato c’e’ la possibilita’ di spuntare sconti rispetto al prezzo richiesto visto che la media di trattabilità gravita oggi intorno al 15%.
fonte: Investimento immobiliare/miaeconomia

mercoledì 22 settembre 2010

Agente immobiliare: Impara dai Campioni....

A fine ottobre parteciperò insieme ai miei uomini ad un seminario tenuto dal "Champion Coach" Livio Sgarbi. Non faccio favoritismi: credo che Livio Sgarbi sia un ottima persona prima ancora che un buon formatore e di solito chi ha etica nella vita quotidiana lo trasmette anche e sopratutto nella propria professione.
Ognuno è libero di pensarla come vuole ma in un mondo di "form-attori"  vuoti e melensi è sempre più raro trovare chi trasmette "cose vissute". Questo è ciò che mi aspetto da Sgarbi, già conosciuto in occasione di un evento di beneficenza,  e sono certo che non mancherà di sorprendermi.
Di seguito il claim del suo corso:

Saranno due giorni incredibili in cui scoprirai:
-Come pensano i campioni
-Come gestiscono le proprie abitudini mentali e comportamentali
-Come usano le tecniche di PNL (il più delle volte inconsapevolmente)

-Come i vincenti affrontano e superano le difficoltà
-Come si preparano alle sfide più importanti
-Come riescono a rimanere al vertice del successo per lungo tempo
 e tanto altro ancora…

ma soprattuttosperimenterai l’effetto che fa applicare le loro stesse strategie nella tua vita personale e professionale.
http://www.ekiscoaching.it/imparadaicampioni/

Buone vendite a tutti
Luca Gramaccioni
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lunedì 20 settembre 2010

Gli Agenti Imobiliari non parlano del cliente, gli trovano la soluzione....



Quante volte ci lamentiamo perchè le cose non sono andate perfettamente? Il cliente era mal disposto, non ero motivato, è un periodaccio etc. etc. Evitiamo di scaricare i problemi su altri e, come dice Velasco, è molto meglio sforzarci nel trovare soluzioni a cose impostate male piuttosto che rammaricarsi sulla mancanza delle condizioni necessarie anche perchè queste perfette condizioni non ci saranno mai....
Buone vendite a tutti
Luca Gramaccioni

ps: Formarsi serve ad avere tutti i "file" necessari alla risoluzione dei prolemi.....
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venerdì 17 settembre 2010

Rallenta diminuzione prezzi nel 2° trimestre (Bankitalia)

Rallenta la diminuzione dei prezzi delle case in Italia, mentre si interrompe il rialzo delle compravendite nel secondo trimestre del 2010. E' quanto emerge da consueto sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia condotto congiuntamente presso 980 agenti immobiliari da Banca d'Italia e Tecnoborsa tra l'1 e il 29 luglio.
Sul lato dei prezzi, "la quota di agenti che segnalano una diminuzione nel trimestre oggetto di rilevazione è scesa al 37,9% dal 42,6% dell'inchiesta precedente; a fronte di un'incidenza ancora esigua delle indicazioni di rialzo (1,5%) è aumentata quella dei giudizi di stabilità (al 60,6% dal 55,8%)". Nel complesso, "il saldo negativo tra le percentuali di risposte 'in aumento' e 'in diminuzione' si è ridotto", passando a un -36,4% contro -41% nel primo trimestre del 2010. Un andamento che "caratterizza tutte le aree geografiche del Paese" ed è più pronunciato nel Sud e nelle Isole. Da un'analisi emerge che rispetto a un anno prima, la quota di agenti che hanno concluso almeno una transazione e' superiore di quasi 3 punti percentuali e il numero di case vendute e' aumentato di poco meno del 2 per cento. Le stime relative al numero di case vendute sono basate sull'osservazione delle transazioni intermediate dagli agenti, generalmente concluse con il preliminare di vendita, che precede anche di mesi il rogito notarile, utilizzato per ottenere stime alternative.
Le tendenze rispetto al primo trimestre dell'anno sono piu' incerte, per effetto dei fattori stagionali che caratterizzano il mercato immobiliare: a fronte di valutazioni piu' favorevoli sull'andamento congiunturale delle quotazioni si e' interrotto il rialzo delle compravendite e dei nuovi incarichi a vendere. Nelle attese a breve sulle condizioni del mercato di riferimento durante i mesi estivi prevalgono ancora i giudizi negativi, ma meno che un anno fa. Nel medio periodo, si conferma l'ottimismo circa le prospettive del mercato nazionale.
Angela Parrini

giovedì 16 settembre 2010

Agenti immobiliari abusivi puniti dalla Cassazione

Sebbene il ruolo degli agenti immobiliari sia stato cancellato dalle camere di commercio, non tutti possono presentarsi come mediatori per la compravendita di un immobile. lo ha stabilito la corte di cassazione, che ha respinto le istanze di un geometra che chiedeva la provvigione abusivamente.
A divulgare la sentenza della cassazione è stato Luciano Passuti, presidente nazionale onorario della federazione italiana agenti immobiliari professionali (fiaip), che ha così commentato: "il governo ha sì abolito il ruolo dei mediatori immobiliari ma non ha abrogato la legge. pertanto rimangono in vigore le prescrizioni previste per svolgere l’attività". Dalla sentenza si evince come l’abolizione del ruolo non abbia fatto decadere di per sé l’abusivismo, come se ognuno  fosse libero di improvvisarsi agente immobiliare. Al contrario restano intatti tutti gli obblighi che la legge impone a chi intenda intraprendere questa professione.
L’intermediazione immobiliare resta quindi soggetta alla dichiarazione di inizio attività, da presentare alla camera di commercio competente per territorio, corredata delle autocertificazioni e delle certificazioni attestanti il possesso dei requisiti prescritti.  La camera di commercio verifica il possesso dei requisiti di cui la legge 39/1989 e iscrive i relativi dati nel registro delle imprese, se l’attività è svolta in forma di impresa, oppure nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (rea)
Per la cassazione ciò comporta che in assenza di abrogazione della legge che impone l’iscrizione al ruolo delle camere di commercio per chi esercita attività di intermediazione immobiliare, hanno diritto alla provvigione solo i mediatori che sono iscritti ora nel ruolo e in futuro nel registro imprese o nel rea tenuti sempre dalla camera di commercio.

Maurizio Pesenti

lunedì 13 settembre 2010

Agente Immobiliare:Cambia il modo...

Cambia il tuo modo di vedere la vita.... e la vita che vedi cambierà.....


Ecco un suggerimento meritevole di attenzione: una buonissima occasione per verificare il nostro approccio ai problemi e/o alle opportunità
Buone vendite a tutti.                                                                                     Luca Gramaccioni

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giovedì 9 settembre 2010

Aumentano i mutui stipulati in Italia

E' in aumento il numero dei mutui stipulati in Italia nel primo trimestre del 2010.
Si tratta di un incremento del 13,7 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Si tratta di dati diffusi dall'Istat che però, secondo il Codacons, non sono affatto un segno di ripresa. L'associazione dei consumatori è convinta piuttosto che si tratta di un ulteriore segnale della crisi. "L'aumento dei mutui - si legge in un comunicato - si registra principalmente per via dei bassi tassi di interesse legati alla recessione.
I tassi di riferimento per i mutui, come ad esempio l'euribor, dopo aver superato il tetto storico del 5% nel settembre 2008, con lo scoppio della crisi sono progressivamente scesi e nei primi 3 mesi del 2010, a cui si riferiscono i dati Istat, fluttuavano al loro minimo, tra lo 0,3% e l'1,2% (oggi stanno risalendo, anche se di poco, tra lo 0,5% e l'1,4%)".
 In questa situazione, secondo il Codacons, chi doveva stipulare un mutuo ha preferito farlo in un periodo in cui i tassi erano più favorevoli.
Ma non basta: "A dimostrazione che la crisi non è finita - continua il codacons - "c'è il dato delle compravendite di immobili ad uso economico che continuano a registrare un andamento negativo (-5,1%). Chi deve sposarsi, insomma, difficilmente può rinviare a lungo il matrimonio e l'acquisto della casa, mentre chi deve aprire un nuovo negozio ci pensa due volte prima di farlo in questo periodo di recessione".
L'associazione in sostanza invita alla prudenza e sconsiglia di stipulate mutui a tasso variabile. Anche se questi al momento appaiono vantaggiosi si corre il rischio di dover sostenere aumenti delle rate che possono anche superare il 30%.
"Meglio decidere tra fisso e variabile - conclude Codacons - "in relazione alla propria condizione reddituale piuttosto che tentare analisi di economia monetaria internazionale sull'andamento futuro dei tassi".

http://www.studioavvocatichimienti.com
Roberto Cataldi

lunedì 6 settembre 2010

Al via il Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa

Fonte Ipsonews
A partire da oggi è operativo il decreto con cui il Ministero dell'Economia e delle finanze ha emanato il regolamento con le norme di attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa. Ma per la piena operatività delle disposizioni agevolative bisogna attendere ulteriori adempimenti da parte del Ministero del tesoro. Pertanto i mutuatari non possano fin da subito recarsi in banca per chiedere la sospensione.
Con il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 21 giugno n. 132, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n, 192 del 18 agosto è operativo il fondo di solidarietà per i mutui prima casa. Il Fondo di solidarietà permette alle famiglie in difficoltà e che possiedono determinati requisiti di sospendere il pagamento delle arte del mutuo per un periodo massimo di 18 mesi e per non più di due volte nel corso dei paini di ammortamento.
REQUISITI SOGGETTIVI per godere delle agevolazioni
Per accedere alle agevolazioni i beneficiari devono essere in possesso, alla data di presentazione della domanda, dei seguenti requisiti soggettivi:
a) titolo di proprietà sull'immobile oggetto del contratto di mutuo;
b) titolarità di un mutuo di importo erogato non superiore a 250 mila euro, in ammortamento da almeno un anno;
c) indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 30 mila euro.
REQUISITI OGGETTIVI per godere delle agevolazioni
L'ammissione al beneficio e' subordinata all'accadimento di almeno uno dei seguenti eventi, tali da determinare la temporanea impossibilità del beneficiario a provvedere al pagamento delle rate alla loro scadenza naturale:
a) perdita del posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o termine del contratto di lavoro parasubordinato o assimilato, con assenza non inferiore a tre mesi di un nuovo rapporto di lavoro;
b) morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza di uno dei componenti il nucleo familiare, nel caso in cui questi sia percettore di reddito per almeno il 30 per cento del reddito imponibile complessivo del nucleo familiare domiciliato nell'abitazione del beneficiario,
c) pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare documentate per un importo non inferiore a 5 mila euro annui;
d) spese di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione o di adeguamento funzionale dell'immobile oggetto del mutuo, sostenute per opere necessarie e indifferibili per un importo, direttamente gravante sul nucleo familiare domiciliato nell'abitazione del beneficiario, non inferiore a 5 mila euro;
e) aumento della rata del mutuo, regolato a tasso variabile, rispetto alla scadenza immediatamente precedente, direttamente derivante dalle fluttuazioni dei tassi di interesse, di almeno il 25 per cento in caso di rate semestrali e di almeno il 20 per cento in caso di rate mensili.
CARATTERISTICHE ABITAZIONE
L'immobile non deve rientrare nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, non deve avere le caratteristiche di lusso e deve costituire l'abitazione principale del beneficiario alla data di presentazione della domanda. Le modalità di presentazione della domanda.
L’aspirante beneficiario deve presentare alla banca concedente una domanda di sospensione, utilizzando l’apposito modello che sarà disponibile sul sito del dipartimento del Tesoro (www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa - sito ancora in costruzione) , indicando il periodo di tempo per il quale si intende usufruire della sospensione del pagament delle rate di muto.
La richiesta deve contenere, oltre alla certificazione Isee rilasciata da un soggetto abilitato, la dimostrazione del fatto che inibisce il versamento delle rate.
Nel caso in cui risulti che la concessione delle agevolazioni è stata determinata da dichiarazioni mendaci o false attestazioni anche documentali effettuate dal beneficiario o da altro soggetto competente a rilasciare la documentazione , il Gestore, previa contestazione dell'addebito nelle forme di legge, provvede alla revoca delle agevolazioni medesime e trasmette i relativi atti all'Autorità giudiziaria.
La revoca dell'agevolazione comporta per il beneficiario l'obbligo di rimborsare al Fondo, entro i termini fissati dal provvedimento di revoca, la somma corrisposta alla banca, rivalutata secondo gli indici ufficiali ISTAT di inflazione in rapporto ai «prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati», oltre agli interessi corrispettivi al tasso legale.
LA TEMPISTICA
La banca acquisita la documentazione presentata dal beneficiario e verificatane la completezza e la regolarità formale ha 10 giorni di tempo per inviarla al Fondo di solidarietà (soggetto con personalità giuridica gestito da una società a capitale interamente pubblico), indicando i costi dell’operazione.
Il Fondo esamina il caso e fornisce l’eventuale nullaosta all’istituto di credito entro 15 giorni.
Acquisito il nullaosta la banca, entro cinque giorni dal ricevimento della risposta del Gestore, comunica al beneficiario la sospensione dell'ammortamento del mutuo e ne dà comunicazione alla Banca d'Italia, ai fini dell'attività di vigilanza.
La banca, una volta che il beneficiario, anche prima della scadenza del periodo indicato nella domanda, abbia ripreso il pagamento delle rate, comunica al Gestore, entro cinque giorni, l'ammontare dei costi e degli oneri finanziari sostenuti per la sospensione dell'ammortamento del mutuo, chiedendone il rimborso.
Entro quindici giorni dalla richiesta il Gestore provvede al pagamento della somma dovuta alla banca.
Avv. Massimo Chimienti
http://www.studioavvocatichimienti.com

mercoledì 1 settembre 2010

Conta l'esperienza in aula?

Come scegliere un buon corso e un ottimo formatore? 
E’ buona norma effettuare un'analisi dei corsi che si ha intenzione di frequentare, non solo sotto il profilo soggettivo come la popolarità del formatore, ma anche tenendo conto di alcuni aspetti oggettivi. 
Per meglio rendere l'idea utilizziamo una metafora:
Si racconta club femminile, che aveva urgentemente bisogno, per un’importante e improvviso incontro, di un cappellino per signora esclusivo e molto elegante. 
Tra le signore del club era presente  una nota modista che, rapidamente, confezionò un magnifico cappellino partendo da un semplice rotolo di nastro.
Le signore del club, vedendolo, rimasero estasiate: era veramente un capolavoro! 
Alla richiesta del costo, la modista rispose che costava 100 Euro. Al che, tutte in coro stupite, le esclamarono: ”100 Euro per un rotolo di nastro?”
Udendo ciò, la famosa modista srotolò il nastro, disfacendo completamente il cappellino e, consegnando il nastro stesso alle signore, replicò:  "Questo nastro è gratuito, i 100 Euro sono per il know how”
Quindi, è bene sapere che il know how del docente è un elemento importante, nei corsi formazione ed è preferibile che il formatore sia esso stesso un "testimonial" delle cose che insegnaIn aggiunta alcuni punti andrebbero verificati prima di procedere alla scelta del corso e quindi all’acquisto perchè che spesso sono indicatori di un elevato know how e di una solida esperienza. 
Un buon formatore ad esempio effettua sempre un'analisi dei bisogni formativi, che fosse anche semplicemente con una accurata intervista. Una volta compresi i bisogni, progetta un corso che è essenzialmente composto dai passaggi necessari ad informare ed a fornire gli strumenti per risolvere i problemi emersi dall'Analisi dei bisogni. Difficilmente però un corso (magari di 1 solo giorno) riesce ad essere particolarmente incisivo. Per questo motivo un buon formatore effettua sempre un follow up ovvero un conrollo/verifica delle competenze insegnate.
Inoltre se esperto adotta in aula metodologie che coinvolgano e motivino i partecipanti perchè fondamentalmente il bravo formatore non lavora  solo sul livello del "sapere", ma anche su quello del "saper fare" e del "saper essere".
Buone vendite a tutti
Luca Gramaccioni
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giovedì 22 luglio 2010

Sole 24 ore: scegliere il mutuo giusto

Un bel forum (un pò lungo ) del sole 24ore su come orientarsi tra i tassi di interesse, le garanzie, l'ipoteca la portabilità e l'estinzione anticipata. Tanti argomenti da utilizzare dai meno esperti per argomentare con la clientela.
Buone vendite a tutti
Luca Gramaccioni


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lunedì 12 luglio 2010

Ma tu come Fai? (2)

....... continua
Parlare dei fatti ed evitare le opinioni
Nell’Analisi transazionale si dice che l’unica comunicazione possibile è quella “neutra”.
In effetti se raccontiamo ed argomentiamo su fatti conosciuti o conoscibili o comprensibili al nostro cliente, è impossibile che questi possa contestarli. Quando invece forniamo una nostra opinione, seppur giusta ed esposta correttamente, siamo sempre a rischio di interpretazione e, quindi, di rigetto delle nostre tesi. Non è meglio evitare di impelagarsi su cose che possano essere oggetto di rifiuto o critica?
Meditate gente…meditate….
Cercare sempre un feedback:
Domandiamoci sempre: ma il cliente sta ascoltando, capisce o è d’accordo?
Quando siamo insieme ai nostri clienti è sempre opportuno porsi per un attimo in “dissociato” (ovvero osservare la scena che stiamo vivendo dall’esterno, come se fossimo gli spettatori di noi stessi) e farsi delle semplici domande su come il cliente sta vivendo il nostro incontro e quale livello di attenzione ha raggiunto. Questo ci permetterà di “aggiustare il tiro” e di cercare di comunicare in modo più efficace
Fare un breve riepilogo ogni tanto
Repetita juvant, ripetere è utile. Questo concetto universale dell’apprendimento è utilissimo con un cliente che, secondo le nostre intenzioni ed interessi, dovrebbe ricordare: i vantaggi, i costi, i particolari, le modalità, le caratteristiche…..
Controllate pure se non ho ragione!


Come vedete cose molto semplici e banali: ma siete certi di usarle sempre?
Buone vendite a tutti...
Luca Gramaccioni
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mercoledì 30 giugno 2010

Ma tu come fai ?

Spesso molti colleghi mi chiedono suggerimenti per essere più efficaci negli incontri con i clienti. Ecco allora un piccolo elenco di indicazioni che dovrebbero essere utili sia a neofiti che ad esperti:
Parlare come il cliente.
Troppo spesso l’Agente si riempie la bocca di paroloni che spesso, hanno il solo scopo di fare “ bella figura e che, tropo spesso, finiscono per indispettire o intimorire il cliente.
Provate a parlare il gergo ed il tipo di linguaggio usato dal cliente: è certamente il modo più efficace di gettare le basi di un buon rapporto.
Come iniziare? Chiaramente ascoltando attentamente !!!!
Dare solo le informazioni necessarie
Troppo spesso, in un eccesso di zelo professionale, si riempiono le orecchie del cliente con un sacco di informazioni, spesso inutili anche se importanti e corrette.
Quante cose volete che un cliente tenga a mente alla fine dell’incontro? Meglio preparare dei fogli contenenti le informazioni da lasciare al cliente e puntare sulla costruzione di un buon rapporto personale.
Seguire la logica “dal chunk grande al piccolo chunk”
Il chunk (pron. ciank) non è altro che un piccolo pezzetto di informazione. Per essere efficaci bisogna partire dallo spiegare lo stato generale di una cosa e finire al particolare che interessa. Ad esempio se non spieghi quali sono le imposte che lo Stato richiede, come fai a spiegare le eventuali agevolazioni?
Attenzione a non partire da Annibale e le guerre puniche per arrivare a Lippi e la disfatta al Mondiale !!!     
Parlare dei fatti ed evitare le opinioni
Nell’Analisi transazionale si dice che l’unica comunicazione possibile è quella “neutra”.
In effetti se raccontiamo ed argomentiamo su fatti conosciuti o conoscibili o comprensibili al nostro cliente, è impossibile che questi possa contestarli. Quando invece forniamo una nostra opinione, seppur giusta ed esposta correttamente, siamo sempre a rischio di interpretazione e, quindi, di rigetto delle nostre tesi. Non è meglio evitare di impelagarsi su cose che possano essere oggetto di rifiuto o critica?
Meditate gente…meditate….
Cercare sempre un feedback:
Domandiamoci sempre: ma il cliente sta ascoltando, capisce o è d’accordo?
Quando siamo insieme ai nostri clienti è sempre opportuno porsi per un attimo in “dissociato” (ovvero osservare la scena che stiamo vivendo dall’esterno, come se fossimo gli spettatori di noi stessi) e farsi delle semplici domande su come il cliente sta vivendo il nostro incontro e quale livello di attenzione ha raggiunto. Questo ci permetterà di “aggiustare il tiro” e di cercare di comunicare in modo più efficace
Fare un breve riepilogo ogni tanto
Repetita juvant, ripetere è utile. Questo concetto universale dell’apprendimento è utilissimo con un cliente che, secondo le nostre intenzioni ed interessi, dovrebbe ricordare: i vantaggi, i costi, i particolari, le modalità, le caratteristiche…..
Controllate pure se non ho ragione!


Come vedete cose molto semplici e banali: ma siete certi di usarle sempre?
Buone vendite a tutti...
Luca Gramaccioni
Se desideri ulteriori informazioni o suggerimenti oppure vuoi scambiare opinioni sul mondo della formazione per gli operatori immobiliari, contattami direttamente su gramaccioni@formazioneprofessionisti.com
 

giovedì 3 giugno 2010

VALI QUANTO PENSI?

“Ci sono tre cose estremamente dure: l’acciaio, i diamanti e conoscere se stessi” B.Franklin
Per verificare in che misura una persona creda di sapere più di quanto in realtà non sappia, è sufficiente fargli fare un questionario. Fornita la risposta a una questionequalunque , le si chiede di esprimere in termini percentuali, il grado di fiducia che ripone nella bontà della risposta che ha fornito. Confrontando l’effettiva esattezza delle risposte, con il livello di fiducia ad esse associate è quindi possibile stabilire quanto una persona sia calibrata nei propri giudizi. In generale i giudizi ben calibrati sono l’eccezione, non la regola. La maggior parte delle persone si dichiara infatti certa al 100% di giudizi che si rilevano corretti non in più del 70-80% dei casi.
Non sono dati da sottovalutare. Le decisioni più sciagurate infatti sono quelle che prendiamo non quando non sappiamo qualcosa, ma quando crediamo fallacemente di sapere. La vera insidia sono le false certezze, anche ( e sopratutto) quando riguardano noi stessi.
Se consapevolmente sappiamo  di non sapere qualcosa, possiamo rivolgere la nostra attenzione ed energia a cercare di sopperire a questa carenza.
Ma se non sappiamo di non sapere, resteremo passivi nella nostra beata ignoranza che continuerà a fornirci scarsi elementi per emettere giudizi equilibrati.
In conclusione l’equilibrata valutazione di te stesso è un prerequisito fondamentale per imparare ad imparare.
Buone vendite a tutti....
Luca Gramaccioni
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giovedì 1 aprile 2010

MAPPE MENTALI & c.

Le mappe mentali nascono dal presupposto   che il nostro cervello non processa le informazioni in modo lineare, ma contemporaneo; le mappe ci permettono di utilizzare parole, immagini e colori in modo da coinvolgere anche le aree del cervello solitamente non utilizzate durante determinati processi come quelli di organizzazione delle infomazioni.
Una persona tendenzialmente razionale utilizza prevalentemente schemi e logiche lineari. Ma,come abbiamo visto, i processi del nostro cervello sono simultanei, non lineari. Quindi per utilizzare al meglio il nostro potenziale mentale è necessario coinvolgere contemporaneamente sia la nostra parte, diciamo così, più creativa sia quella più razionale.
Durante la nostra crescita, personale e professionale, tendiamo a sviluppare maggiormente alcune caratteristiche a scapito di altre. Per questo motivo siamo soliti identificare alcune persone come più creative di altre; oppure consideriamo qualcuno particolarmente logico o razionale.
Parlare e leggere, ad esempio, sono processi lineari: scandiamo una parola alla volta, una dopo l’altra. Allo stesso modo leggiamo o ascoltiamo le parole in successione, in modo lineare appunto.
Per questo motivo la maggior parte di noi ha imparato a schematizzare e riassumere le informazioni solo in forma lineare (ad esempio attraverso schemi numerati, schemi di flusso, ecc. ecc.) Si tratta tuttavia di un metodo spesso noioso, poco efficace e che non utilizza al massimo le potenzialità del nostro cervello.
Perché?
Perché così facendo non coinvolgiamo la parte più creativa del nostro cervello! Buzan suggerisce quindi di abbandonare gli schemi lineari e passare alla forma radiale: da un’idea centrale si diramano verso l’esterno le informazioni connesse.Ogni ramo può diventare a sua volta il centro di una nuova “esplosione” di informazioni e così via.
Organizzando le informazioni in questo modo puoi vedere tutto subito in un’unica pagina. Non è più necessario sfogliare diverse pagine di appunti per trovare il contenuto che cerchi.
Inoltre, per coinvolgere pienamente entrambi gli emisferi del cervello, Buzan suggerisce di utilizzare i colori. Un colore diverso per ogni ramo che parte dal centro.
E se tornare ad utilizzare matite e pennarelli puoi sembrarti strano, cosa ne dici di ricominciare anche a disegnare?
Ebbene sì! Per stimolare ed aiutare ulteriormente la memoria a fissare le informazioni contenute nella mappa non c’è nulla di meglio di utilizzare dei veri e propri disegni per rappresentare i concetti espressi nello schema.
Fare le mappe mentali ci fornisce una scusa per giocare; sono un cottimo alibi per giustificare matite e pennarelli colorati in bella vista sulla nostra scrivania ma, soprattutto, utilizzare questo strumento permette al nostro cervello di esprimere molto di più del suo infinito potenziale.

lunedì 1 marzo 2010

Sei un vero capo?


Sapevate che la leadership incide su tutto?
Avete quello che serve per essere un vero capo?
Come fate ad esserne all’altezza?
Imparariamo 3 cose sulla leadership:

1. I veri leader influiscono sulla crescita degli altri. Chi ha sperimentato almeno un po’ l’aiuto di un vero capo crescerà negli anni a venire. Un vero capo ha dei modi che riescono ad infondere fiducia negli altri. Un vero capo cerca le forze degli altri e li aiuta a svilupparle, addirittura maggiormente. Un vero capo prende le debolezze degli altri e le trasforma.
Immaginate di imbattervi in qualcuno con cui avete avuto il privilegio di lavorare, che sia stato il vostro Mentore, negli anni e durante le vostre varie vicissitudini. Li ascoltate mentre condividono il modo in cui le loro vite sono cambiate e continuano a farlo e tutto grazie ad un qualche ruolo che avete avuto nella loro vita. Quando mettete gli altri al primo posto, è un privilegio condividerne la crescita. La vostra influenza avrà davvero un certo impatto negli anni a venire.
2. I veri capi non sono al potere per la gloria o per la popolarità. Essere un vero capo non è sempre facile. Ci sono giorni in cui sembra che tutto stia andando male e vi chiedete se avete l’approvazione completa. Avete mai avuto di queste giornate? Niente sembra andare bene. Ma poi, c’è una luce alla fine del tunnel ed essere un vero capo può anche ricompensare. Magari sentirete un “grazie” o forse un dipendente che combatte da tanto per raggiungere il successo finalmente sfonda e vi dà il suo 100%. Un vero capo fa tutto ciò che serve per aiutare gli altri nelle loro imprese.
3. I veri capi devono essere degni di fiducia. E’ davvero raro trovare un capo/datore di lavoro che tiene davvero ai suoi dipendenti. Alcuni capi non cercano ciò che è meglio per i loro dipendenti. Alcuni capi sono solo affamati di soldi. Alcuni capi vogliono solo che gli altri li facciano apparire buoni così possono dare a se stessi una pacca sulla spalla. Un vero capo comanda con il cuore, non con l’egoismo. Immaginate un posto di lavoro in cui il vero capo è rispettato e quindi ogni dipendente vuole dare il meglio assoluto di sé. L’atmosfera in quel posto di lavoro sarà assolutamente strabiliante! Dimostrate di essere degni di fiducia e guadagnerete il rispetto degli altri.

Essere un supporto per gli altri è un ottimo modo per dimostrare la vostra vera leadership. Pensate a come potete influenzare coloro che sono alle vostre dipendenze in modo positivo. Mostrate apprezzamento per un lavoro ben fatto. Certamente tutti quanti apprezzano il fatto di sentire che un lavoro è svolto nel migliore dei modi. Offrite degli incentivi. Se un dipendente, in un mese intero, non fa mai tardi, ricompensatelo con una tessera regalo per un ristorante. Se volete vedere un aumento nelle vendite, organizzate un concorso il cui premio sia un buono per un soggiorno gratis in albergo. Ricordate, negli anni a venire sentirete storie di persone la cui crescita è stata continua -e tutto perché vi siete presi un po’di tempo per comandare con il cuore e non con l’egoismo.
di Luigi De Rubertis

sabato 20 febbraio 2010

DI QUESTI TEMPI ......

  Non se ne può più di considerazioni basate sull’assioma “…in questi tempi duri”….
Convinciamoci di questo, capi, i tempi sono così perché esistiamo noi. Più parliamo di quanto i tempi siano difficili, più probabilmente il nostro approccio al lavoro diventerà vittimista. Diamo il meglio di noi quando catalizziamo il progresso, quando creiamo ambienti che aiutano le persone, le squadre e i processi a fare un ottimo lavoro insieme. Invito tutti i capi, qualsiasi ruolo ricoprano nelle agenzie, a sposare l’opportunità di essere più grandi di quanto si potesse mai credere o di quanto fosse possibile.
Eccovi dieci domande che potete fare a voi stessi e al vostro team per attuarne il processo:
• Qual è l’opportunità che non vediamo? Come potremmo imparare da altre aziende, sia concorrenti che no?
• Come possono le nuove tendenze di comunicazione e di lavoro tra le persone aprire nuove strade per il miglioramento della nostra organizzazione? Che aspetto ha il nostro posto di lavoro quando siamo concentrati e in azione?
• Quando una riunione è piatta e superficiale, che cosa sta succedendo? Che cosa pensano e non dicono le persone? Quale domanda potrei fare in grado di vivacizzare nuovamente la discussione? Che cosa potrebbe succedere se avessi il coraggio di fare questo?
• Qual è il mio “lavoro migliore” e come posso accertarmi di averlo compiuto oggi? Come posso mettere il mio staff nelle condizioni di fare il loro lavoro migliore?
• Se dovessimo ricostruire questa azienda da zero, come la progetteremmo? Che cosa faremmo se non avessimo il problema delle risorse?
• Qual è l’idea più pazza che potrebbe proprio funzionare?
• Quali sono le barriere più fastidiose/dannose che si presentano al mio team proprio in questo momento e come posso ridurle o rimuoverle?
• Qual è il mio manifesto (la filosofia guida e passione) come capo e come posso assicurarmi che il mio team lo capisca? Qual è il manifesto del mio team?
• Che cosa è possibile adesso che non lo era lo scorso anno/mese?
• Il mio team è concentrato sul lavoro che è in quel momento più importante? Come posso ottimizzare il modo di impiegare il nostro prezioso tempo?

Fate una vostra lista di domande e portatele alla prossima riunione o occasione di incontro del team. Scegliete una di queste domande da inculcare in un piccolo gruppo di persone con il vostro stesso ruolo. Mettete una copia di questo articolo nella casella di tutti!
Le grandi domande aiutano a generare conversazioni produttive e le conversazioni sono la moneta per realizzare le cose. Siamo capi perché facciamo sì che accadano le cose che non accadrebbero se non ci fossimo. Siamo portati a creare, modellare e catalizzare l’eccellenza.
Non ci difendiamo. Non facciamo le vittime. Prendiamo l’iniziativa di fare tutto ciò che ci vuole per fare una differenza significativa e positiva e abbiamo più opportunità di farlo oggi più che mai.
Come diceva il grande Enrico V nel dramma di Shakespeare, “Tutto è pronto se lo è anche la nostra mente”. E non dimentichiamo la risposta di Westmorland “perisca l’uomo la cui mente adesso è arretrata!”.
E questo è semplicemente vero………

mercoledì 10 febbraio 2010